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Parco delle Querce

Aperitivo d’Autore con Donatella Di Pietrantonio

L’1 febbraio ritorna Aperitivo d’Autore. Ospite del format di Volta la carta sarà la scrittrice Donatella Di Pietrantonio, da poco in libreria con il suo nuovo romanzo L’età fragile (Einaudi).

Il primo appuntamento dell’anno si terrà al Parco delle Querce (Masseria Le Caselle), a Crispiano, alle 19.30.

Con la sua scrittura scabra, vibratile e profonda, capace di far sentire il peso di un’occhiata e il suono di una domanda senza risposta, l’autrice Premio Campiello (con L’Arminuta) e finalista allo Strega (con Borgo Sud) tocca in questo libro una tensione tutta nuova. A dialogare con lei ci sarà il giornalista Vincenzo Parabita.

Come consuetudine di Aperitivo d’Autore, la serata verrà aperta da un gustoso aperitivo, stavolta realizzato dalla cucina della struttura e abbinato ai vini a chilometro zero di Cantina Lama di Rose.

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Ingresso con ticket esclusivamente in prevendita su Postoriservato.it al seguente link https://bit.ly/48rT45M e nei punti vendita autorizzati Postoriservato
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Per info: 380.4385348 – aperitivodautore@gmail.com

 

• L’AUTRICE •
Donatella Di Pietrantonio vive e lavora a Penne, in Abruzzo. Con “L’Arminuta” (Einaudi 2017, tradotto in più di 30 Paesi) ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Campiello, il Premio Napoli e il Premio Alassio. Ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011), con cui ha vinto il Premio Tropea. Per Einaudi ha pubblicato anche “Bella mia” (prima edizione Elliot 2014), con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati, “Borgo Sud” (2020), finalista al Premio Strega 2021, e “L’età fragile” (2023). Per la sceneggiatura del film “L’Arminuta” di Giuseppe Bonito ha vinto il David di Donatello insieme a Monica Zapelli.

• IL LIBRO •
Amanda prende per un soffio uno degli ultimi treni e torna a casa, in quel paese vicino a Pescara da cui era scappata di corsa. A sua madre basta uno sguardo per capire che qualcosa in lei si è spento: i primi tempi a Milano aveva le luci della città negli occhi, ora sembra che desideri soltanto scomparire, si chiude in camera e non parla quasi. Lucia vorrebbe tenerla al riparo da tutto, anche a costo di soffocarla, ma c’è un segreto che non può nasconderle. Sotto il Dente del Lupo, su un terreno che appartiene alla loro famiglia e adesso fa gola agli speculatori edilizi, si vedono ancora i resti di un campeggio dove tanti anni prima è successo un fatto terribile. A volte il tempo decide di tornare indietro: sotto a quella montagna che Lucia ha sempre cercato di dimenticare, tra i pascoli e i boschi della sua età fragile, tutti i fili si tendono. Stretta fra il vecchio padre così radicato nella terra e questa figlia più cocciuta di lui, Lucia capisce che c’è una forza che la attraversa. Forse la nostra unica eredità sono le ferite.

• LA LOCATION •
Tra le 100 masserie del Comune di Crispiano è annoverata la Masserie Le Caselle all’interno del complesso turistico Parco delle Querce, costituito da trulli centenari e immerso tra ulivi secolari. Ubicato nel Parco Regionale delle Gravine e nel cuore della riserva naturale del bosco delle Pianelle, il Parco delle Querce si presenta come un luogo 100% “Green Experience”. Cornice di matrimoni civili e di ricevimenti, nella struttura è possibile vivere un’esperienza enogastronomica ricercata, grazie alla combinazione di sapori autentici del nostro territorio, sapientemente equilibrati. Quella che un tempo era la Masseria Le Caselle, con gli ambienti rustici e il fienile, è oggi una location apprezzata per un pranzo o una cena nuziale all’insegna dell’eleganza e della raffinatezza, nonché della ricerca del dettaglio squisitamente storico e naturalistico. L’hotel è dotato di 29 camere, disposte a chiostro monacale, con piscina a uso esclusivo. Inoltre il complesso ospita un parco acquatico capace di ospitare (ad ampliamento definitivo) fino a 2000 persone circa. Nel catasto onciario borbonico datato 1742-1748 si trova ben menzionato il sito di “Caselle” che risultava all’epoca nelle proprietà di un sacerdote di Martina Franca. Il sito di Caselle era descritto in quel periodo come “abitazione di coloni” e la sua origine toponomastica deriva proprio dalla presenza delle “casedde” ovvero abitazione costituita da trulli, che pertanto si può datare come edificazione tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Da allora, nel corso dei secoli, si sono succedute una serie di proprietà, sempre di famiglie martinesi. Attualmente, dal 2019, la struttura appartiene all’imprenditore Stefano Scatigna.

• I VINI •
La famiglia Tagliente si è dedicata da sempre con grande passione alla coltivazione dei vigneti. Questa dedizione, unita allo spirito di sacrificio, è stata trasmessa da Domenico e Margherita ai loro figli. Forti delle proprie convinzioni e con il fine di fare al meglio viticoltura ed esaltare la bontà delle produzioni vinicole che il territorio è capace di dare, hanno pensato di valorizzare i vitigni autoctoni. Stiamo parlando di uve quali il Primitivo, la Verdeca, Il Fiano Minutolo, oltre ad alcuni vitigni alloctoni che, uniti ai nostri, danno vini di grande struttura e serbevolezza. Con l’obiettivo di mantenere un’unica entità tecnica e produttiva capace di affrontare le sfide del mercato, i fratelli Tagliente hanno dato vita alla società agricola e cantina denominata Lama di Rose. Nel 2003 aprono la cantina per la trasformazione dell’uva, che vanta una superficie di circa 28 ettari, di cui diciotto a vigneto, cinque a oliveto, quattro a seminativo e uno di macchia mediterranea. In questi ultimi anni Lama di Rose si va arricchendo di nuove componenti che stanno apportando all’azienda idee innovative, la linfa vitale di un’impresa giovane e moderna. Attualmente i vini prodotti sono i seguenti: Pizzichicchio (primitivo IGP Salento), Fucaraz (primitivo IGP Salento), Tufaja (pinot bianco IGP Salento), Cabernet (rosso IGP Salento), Broj (Verdeca), Zippero (rosato). Tutti i vigneti sono ubicati nei Comuni di Crispiano e Massafra. La cantina e il punto vendita si trovano a Crispiano, in via Paganini.

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